BORA SCURA
Videomostra immersiva con performance

un appuntamento virtuale in presenza

a cura di Massimo Premuda
in collaborazione con il Museo della Bora, Trieste

 

MERCOLEDì 9 GIUGNO 2021
DoubleRoom arti visive – Via Canova, 9  Trieste

speed tour dalle 17 alle 20
ogni 15min, max 7 persone, prenotazione direttamente in loco

 

videovisioni di
Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz
Maurizio Frullani
Massimo Gardone
Roberto Pastrovicchio
Mario Sillani Djerrahian

videointerviste a cura di
Simone Modugno

sperimentazioni immersive “Bora chiara” di
Antonio Giacomin

performance “Un teatro per il vento” con
Michela Cembran

progetto partecipativo “Io sono vento” di 
Matteo Correnti ed Elena Marcon

DoubleRoom arti visive di Trieste propone, dalle 17 alle 20, di mercoledì 9 giugno 2021, un appuntamento speciale dove la ricerca artistica contemporanea, fra reale e virtuale, fra immagini e evocazioni, ci porta alla scoperta del forte vento che caratterizza la città di Trieste e i suoi abitanti, con una serie di speed tour della durata di 15 minuti ognuno per un massimo di 7 persone prenotandosi direttamente in loco.

La mostra “Bora scura”, tradotta in video da Simone Modugno, presenta cinque artisti della nostra regione e le loro opere, Cecilia Donaggio Luzzatto-FegizMaurizio FrullaniMassimo GardoneRoberto Pastrovicchio Mario Sillani Djerrahian, sarà tradotta in video da Simone Modugno e proiettata all’interno dello spazio espositivo.

Il progetto curato da Massimo Premuda, che prende ispirazione da questo brusco evento atmosferico portatore di tempesta (bora scura) o foriero di bel tempo (bora chiara), intende esplorare la bora come specchio dell’animo inquieto e contraddittorio delle popolazioni del nostro territorio ma anche mettere in relazione visiva le ricerche di artisti contemporanei con i pezzi della collezione d’arte del Museo della Bora di Trieste.

La mostra, realizzata nell’ambito della sesta edizione di l’Energia dei Luoghi – Festival del Vento e della Pietra espone cinque progetti che analizzano l’aria fredda d’origine siberiana costretta a scavalcare l’altipiano carsico e irrompere nell’Adriatico in maniera violenta, un vento di caduta che acquista velocità nel precipitare e aumenta la sensazione del freddo.
In mostra quattro fotografi e una pittrice per raccontare come la bora sia presaga del prossimo ritorno del tempo bello.

Si parte con la “Cavalcata delle Valchirie”, un lavoro storico del grande fotografo isontino Maurizio Frullani (Ronchi dei Legionari, 1942 – 2015) che rappresenta una rilettura visiva delle leggendarie creature sul campo di battaglia, che invece di essere a dorso di cavalli sono immaginate su delle bizzarre biciclette. La foto costruita in studio sembra investita da un vento intenso e trasmette una forte impressione di movimento e velocità. Si prosegue con le indagini fotografiche di Mario Sillani Djerrahian e la sua ricerca sulla fine del paesaggio. Una serie di enigmatici scatti che rappresentano metafisiche pietre del Carso triestino pronte a riorganizzarsi in diverse configurazioni fisiche e visive, come messe in moto dai movimenti dell’aria o dai transiti dei pianeti. Si passa così a un quadro ad olio di grandi dimensioni dell’artista triestina Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz che, con la sua “Bora scura”, ci immerge in una profonda atmosfera invernale, in cui gelide sferzate di bora alzano il pelo di un mare percosso da raffiche che lo tingono del caratteristico color cobalto, gradazione fredda e desaturata del blu. Si passa così al progetto video “Altri mari / Other seas” del fotografo triestino Massimo Gardone, un trittico in cui, sovrapponendo gli scatti in una visione verticale, l’oggettivo e il soggettivo si fondono e si perdono, e quello stesso mare diventa altri mari, o come recita l’aforisma del poeta inglese Alexander Pope che appare in apertura del lavoro: “Il mare unisce i paesi che separa”Il progetto visivo si chiude infine con un singolare prestito dalla collezione d’arte del Museo della Bora, “Analisi Catabatica”, una serie di lightbox del fotografo triestino Roberto Pastrovicchio. Analisi Catabatica è l’invenzione di un metodo per rappresentare una raffica di bora attraverso l’effetto che essa crea. Fotografando e analizzando l’oggetto “ombrello” e facendo una correlazione con i dati meteo del giorno in cui è stata effettuata la campionatura, il fotografo ha iniziato così a creare un catalogo estetico delle raffiche.

Nel corso dell’incontro, l’artista multimediale Antonio Giacomin, presenterà il tour virtuale a 360° della precedente mostra “Bora chiara” da fruire con maschera immersiva.

Letture sul vento dell’attrice Michela Cembran accompagneranno la visita al DoubleRoom per portarci nella rievocazione mitica della Bora.

Infine il progetto partecipativo “Io sono vento”  di  Matteo Correnti ed Elena Marcon coinvolgerà attivamente il pubblico presente e aprirà le porte al futuro “appuntamento con il vento”, dell’autunno, nell’ambito della prossima edizione della Rassegna l’Energia dei Luoghi.

Per informazioni e iscrizioni: 333 4344188 / [email protected] / LINK EVENTO FB
Evento gratuito
Speed tour prenotabile direttamente in loco
Sarà rispettata la normativa per contrastare la pandemia da Covid 19